Emiliana

 

“Emiliana” è un romanzo storico che perlustra, secondo la cifra stilistica dell’autore, luoghi reali e letterari. Ambientato nel ducato di Modena fra la fine del periodo napoleonico e i primi fermenti del Risorgimento, è costruito in due parti: ventisei capitoli in totale, tredici per la prima intitolata “Margherita”, tredici per la seconda intitolata “Emiliana”, rispettivamente madre e figlia nella storia.

Margherita, nobile d’origine, sedotta da Rubino Ventura, figlio di un ricchissimo ebreo ed ex volontario napoleonico, porta in grembo “la figlia della colpa”, Emiliana. L’amante, ignaro, scappa per combattere in India, “per non diventare un buon suddito del Duca, per non trascorrere i giorni commerciando granaglie nella bottega sotto i portici di Santa Caterina”. Lei, rimasta sola, sposa un uomo che poi morirà in duello. Sconvolta dalla disgrazia scompare nel nulla. Emiliana, divenuta in seguito moglie dell’erede di una delle famiglie più importanti del ducato di Modena, si rivela una donna di carattere che non si sottopone né all’autorità del marito né alle regole della nobiltà locale.

Il romanzo è quasi una cavalcata delle Valchirie tra la bassa e le sue brume, incrocia destini di guerra e truppe napoleoniche, nobili e battute di caccia, servette, ospedali per matti e un ritratto della miglior società della Bassa Modenese. E anche Parigi, s'il-vous-plaît. Mette in mostra miseria e nobiltà, rivisita personaggi storici, riscopre tradizioni. Tira calci a un pallone che fin dal Seicento rotola palla al piede, grazie al caucciù che viene dalle Americhe. In questo romanzo i capelli hanno “l’odore del muschio”, si vola fra orti e vigneti sostenuti da “ali di farfalla”, gli amanti giacciono di nascosto, al cimitero, ci sono strade d’acqua, città d’acqua, barche degli infermi dirette all’ospedale, barche per gli sposi, il Bucintoro Ducale, cavalli neri come l’inferno e gabbie di uccelli da richiamo.

Il tutto presentato dall’autore con un intreccio che sembra orchestrato da un raffinato ebanista, uno di quelli intenti a celare stipi e cassetti segreti cui si può aver accesso solo con la paziente ricerca della chiave di volta.

 

 

 

Giuseppe Pederiali

 

Non è un caso che proprio “Emiliana”, uno dei romanzi dell’autore più legati al territorio stretto fra il Po, la dorsale appenninica e la costa adriatica, inauguri la collana omonima.
Marinaio, programmatore di computer, giornalista, Pederiali si è poi finalmente dedicato alla scrittura, diventando un sapiente interprete dell’intreccio, apparentemente impossibile, fra semplicità del reale e ricchezza di un immaginario almanacco di metafore. Il milieu padano gli ha fatto da cornice e da piano sequenza nel corso della lunga carriera, da “Il sogno del maratoneta”, romanzo dedicato alla vicenda sportiva ed esistenziale di Dorando Pietri, alle “Fiabe Padane” che pubblicava su “Il Giorno”, fino ai romanzi thriller di cui è protagonista l’ispettore Camilla Cagliostri.

 

E l’Emilia, terra marina e montana, pianeggiante e vaga, tunnel di portici, serbatoio di energie, culla di talenti, madre di musici, musica essa stessa, all’arte dello scrivere s’è dedicata parecchio, per “Asterione” quel tanto che basta a pubblicare una collana. Emiliano di nascita e di cultura ha fatto suo, per regalarlo al mondo, un universo sanguigno, terroso e sempreverde, di animali, acquitrini, osterie, tradizioni, odori, sapori, citazioni, invenzioni, per rivelare, quasi come un aruspice dei giorni nostri, anche un po’ nostrano, segreti, vizi e virtù padane.

 

 

Giuseppe Pederiali, Emiliana

€ 16,00Prezzo
  • Copertina: morbida.

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